OMIBREED è tra i progetti nazionali di ricerca sulla Xylella fastidiosa che potrà potenziare le sue attività sperimentali in laboratorio e in campo grazie a un accordo di partenariato tra l’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR di Bari (IPSP-CNR), Salov – attraverso il suo marchio di olio Filippo Berio – l’organizzazione non profit Save the Olives e l’azienda agricola locale Melcarne.
L’accordo è stato siglato a dicembre scorso e presentato ufficialmente in occasione dell’inaugurazione di un nuovo campo sperimentale a Ugento (Lecce), alla presenza dell’attrice premio Oscar e madrina di Save the Olives Helen Mirren. All’evento hanno partecipato rappresentanti istituzionali, dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), e una delegazione internazionale di scienziati arrivati in Puglia per la quinta edizione della Conferenza Europea sulla Xylella fastidiosa.
Obiettivo del partenariato è di accelerare i processi di selezione e screening di piante resistenti alla Xylella fastidiosa.Il ruolo del progetto OMIBREED è di fare luce sui meccanismi genetici di questa resistenza al patogeno, nelle cultivar di olivo, mandorlo e ciliegio.
A tal fine, OMIBREED sfrutta il potenziale di tecniche di ultima generazione nel campo delle scienze ‘omiche’ (genomica, trascrittomica, proteomica, fenomica ed epigenetica). L’impiego di questi approcci biotecnologici non è solo diretto a identificare e selezionare genotipi e tratti genetici che caratterizzano la resistenza alle infezioni del batterio, ma anche di produrre nuove varietà con queste caratteristiche.
“Il rafforzamento della collaborazione con produttori e partner privati è fondamentale per poter sviluppare questi programmi di ricerca che richiedono investimenti di lungo termine”, ha detto Maria Saponari, ricercatrice IPSP-CNR di Bari e coordinatrice di OMIBREED. La collaborazione tra realtà pubbliche e private, ha aggiunto, “assicura continuità e permette una stretta interazione tra ricerca e mondo operativo facilitando i processi di trasferimento delle innovazioni prodotte”. “Nel caso specifico del progetto OMIBREED la disponibilità di ampie superfici agricole compartecipate con privati risulta fondamentale per assicurare la disponibilità dei campi sperimentali necessari alla valutazione delle progenie da incrocio più promettenti nel percorso di selezione di nuove varietà”, ha concluso Saponari.
La fase iniziale del progetto ha visto uno sviluppo della mappatura genetica dell’olivo impensabile solo fino a pochi anni fa. OMIBREED, grazie alla sua integrazione con altri progetti di ricerca in Italia e a livello internazionale, ha permesso di raggiungere la caratterizzazione molecolare di oltre 2.600 genotipi di olivo di diversa provenienza, portando all’identificazione di ben 1.500 profili molecolari unici. Nei primi mesi del 2026 sono stati analizzati i dati sintomatologici e diagnostici ottenuti su circa 200 cultivar/selezioni esposte in questi ultimi 10 anni all’infezione naturale di Xylella fastidiosa in pieno campo.
OMIBREED è uno dei tre progetti nazionali finanziati dal Ministero dell’Agricoltura a supporto della ricerca sulla resistenza genetica al batterio Xylella fastidiosa, in olivo e altre specie di interesse agrario. L’obiettivo è mettere la ricerca al servizio dell’avvio di programmi di incrocio in grado di ampliare il panel di piante disponibili con caratteristiche di resistenza o tolleranza alla Xylella fastidiosa, per rigenerare i territori distrutti dall’epidemia e prevenirne di nuove nelle aree ad alto rischio di diffusione del batterio.


